tribunale di pavia, 12 novembre 2020: il consumatore ha diritto alla retrocedibilità di tutti i costi sostenuti in caso di estinzione anticipata del finanziamento, in conformità alla sentenza lexitor (Corte di Giustizia C-383/18).

tribunale di pavia, 12 novembre 2020: il consumatore ha diritto alla retrocedibilità di tutti i costi sostenuti in caso di estinzione anticipata del finanziamento, in conformità alla sentenza lexitor (Corte di Giustizia C-383/18).

Con l’ordinanza del 12 novembre scorso, il Tribunale di Pavia, inserendosi nel solco tracciato dalla “storica” sentenza della C.G.UE. c-318/18 (c.d. “Lexitor”), afferma che sono retrocedibili tutti i costi sostenuti dal consumatore, senza distinzione fra i costi up front (comprensivi dei costi di intermediazione) ed i costi recurring, nel caso in cui si chiuda il finanziamento prima della scadenza prevista.

Il tribunale, premessi i principi del diritto comunitario e l’efficacia delle direttive (tra cui, in particolare, la Direttiva 2008/48) riconosce, senza mezzi termini, “la piena ammissibilità dell’interpretazione dell’art. 125 sexies TUB in senso conforme alla sentenza Lexitor, essendo tale interpretazione suscettibile di garantire l’effettiva tutela perseguita dalla normativa sovranazionale, oltre che compatibile con una lettura sistematica della normativa nazionale”. 

Pertanto, una volta confermato il diritto del consumatore ad avere la “retrocessione” delle spese sostenute, il Tribunale chiarisce quale sia il criterio necessario per quantificare gli importi di cui il consumatore ha diritto al rimborso: tale criterio, presente nella normativa stessa, è il c.d. criterio pro rata temporis l’unico in grado di garantire la proporzionalità fra quanto speso e quanto si ha diritto al rimborso poiché divide l’importo totale dei costi sostenuti dal consumatore per il numero delle rate pattuite, moltiplicando il risultato per il numero delle rate non maturate a seguito di estinzione anticipata.

Tribunale di Pavia, 12 novembre 2020