CASSAZIONE CIVILE, SEZ. I, 24 DICEMBRE 2020 N. 29577: Il mero “saldaconto” non è sufficiente per dimostrare l’esecuzione del rapporto dare – avere.

CASSAZIONE CIVILE, SEZ. I, 24 DICEMBRE 2020 N. 29577: Il mero “saldaconto” non è sufficiente per dimostrare l’esecuzione del rapporto dare – avere.

Come noto, in tema di prova del credito fornita da un istituto bancario nel procedimento monitorio e nel successivo giudizio contenzioso di opposizione, va distinto l’estratto ex art. 50 TUB (dichiarazione unilaterale di un funzionario della banca creditrice accompagnato dalla certificazione della sua conformità alle scritture contabili e da un’attestazione di verità e liquidità del credito) dall’ordinario estratto conto (funzionale a certificare le movimentazioni debitorie e creditorie intervenute dall’ultimo saldo, con le condizioni attive e passive applicate dalla banca).

Ce lo ricorda la recente ordinanza della Corte di Cassazione n. 29577 del 24 dicembre 2020, con un’interessante pronuncia in punto di onere probatorio a carico dell’istituto bancario ingiungente.

È dunque un punto fermo che “l’estratto di saldaconto, di mera natura riassuntiva del debito finale, idoneo nel vigore del previgente art. 102 della Legge Bancaria del 1938, non è più sufficiente ai sensi dell’art. 50 del T.u.b., che richiede finanche in monitorio un vero e proprio estratto conto con la registrazione delle varie partite in dare e avere (Cass. 30 maggio 2017, n. 13542; ed inoltre Cass. 23 maggio 2017, n. 12935; Cass. 23 maggio 2017, n. 12936)”.

È quindi necessario, anche ai fini della richiesta del decreto d’ingiunzione previsto dall’art. 633 c.p.c., che la banca fornisca “una comunicazione chiara in merito allo svolgimento del rapporto” e quindi la produzione di quegli estratti conto dai quali sia possibile ricostruire, nello sviluppo temporale del rapporto, la sussistenza del credito fatto valere con il ricorso per ingiunzione.

In mancanza di una domanda fondata su fatti esposti in modo chiaro ed analitico, neppure può ritenersi sorgere a carico del convenuto l’onere di prendere posizione sull’avversa pretesa.

Cassazione Civile, sez. I, 24 dicembre 2020 n. 29577